Noto

Nella culla del Nero d’Avola

Nella punta più a sud d’Europa, all’incrocio di due mari, è nata la storia della viticoltura siciliana: proprio su queste colline, oggi culla del Nero d’Avola, i fenici portarono i primi vini

All’opulenza tardobarocca dei centri storici del Val di Noto, patrimonio dell’Umanità, si affianca il fascino misterioso degli insediamenti archeologici, oltre alla bellezza incontaminata della natura.

Il posto giusto per noi l’abbiamo trovato a pochi chilometri dal piccolo borgo marinaro di Marzamemi e vicino ai lunghi pantani della riserva di Vendicari.

VITTORIA NOTO MENFI CAPPARRINA ETNA CAPO MILAZZO
Tutti dovettero avere una grande superbia, un grande orgoglio, un alto senso di sé, di sé come individui e di sé come comunità, se subito dopo il terremoto vollero e seppero ricostruire miracolosamente quelle città, con quelle topografie, con quelle architetture barocche: scenografiche, ardite, abbaglianti concretizzazioni di sogni, realizzazioni di fantastiche utopie.
Vincenzo Consolo
Buonivini

Buonivini

Noto è stata la terza tappa del nostro viaggio in Sicilia. Nel 1998 abbiamo fondato la nostra tenuta nella contrada che, non a caso, è da sempre chiamata “Buonivini”. Ci ha entusiasmati l’idea di venire a scoprire il potenziale enologico di questa terra, culla del Nero d’Avola, che dopo una storia secolare restava quasi inespresso nel presente: qui abbiamo affrontato la sfida più faticosa e la più bella, per ridare identità e futuro a un grande territorio vinicolo siciliano. La bellezza di queste colline, dove i vigneti si aprono tra le distese di mandorli, scendendo verso il mare, ci ha resi responsabili di cercare la massima integrazione nel paesaggio, con il minimo impatto. Sostenibilità e ospitalità in un’atmosfera informale e attenta alla natura, hanno sin dal primo giorno caratterizzato questo progetto, con la nascita della Cantina Invisibile e il restauro del Palmento e delle Case Sparse.
Buonivini

Ambiente

L’esposizione delle morbide colline di Buonivini, le terre bianche e calcaree, l’influsso che sale dall’incrocio dei due mari, creano le condizioni migliori per far crescere le sue viti al meglio e dare vita a grandi vini. Qui Nero d’Avola e Moscato crescono insieme a mandorle, carrubbi e olivi, le piante simbolo dell’ambiente Mediterraneo.

Terreni bianchi, molto calcarei, con scheletro abbondante e di piccole dimensioni. Elevatissima capacità di ritenzione idrica. Tessitura fine con frazione argillosa di colore chiaro.

40/60 metri slm

96 mm

Vigneti

Pezzo per pezzo, abbiamo acquistato e recuperato i 51 ettari di terra in cui coltiviamo il nostro Nero d’Avola e il nostro Moscato di Noto, per dare vita al Santa Cecilia, al Moscato secco e al Passito di Noto.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 5.000 piante per ettaro

Il Syrah è un nobile vitigno mediterraneo che dà il meglio di sé in luoghi luminosi e asciutti, proprio come la vigna di Maroccoli. Qui nasce la nostra interpretazione del Syrah in chiave moderna, in un single vineyard vinificato in purezza. Il Syrah di Dispensa e Gurra entra invece nel blend de La Segreta rosso e del Rosè.

Sistema di allevamento Guyot unilaterale

Densità di impianto: 3,800 piante per ettaro

Anni di esperienza ci hanno fatto individuare nelle vigne dell’ Ulmo, sulle sponde del lago Arancio, il luogo ideale per la coltivazione di questa antica varietà francese. Oggi il sito dell’Ulmo Merlot, vinificato in purezza, è uno dei nostri single vineyard.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 4,500 piante per ettaro

Prima per il tradizionale Passito, poi anche per la versione secca che ne esalta altrettanto le caratteristiche aromatiche, coltiviamo accanto al Nero d’Avola un altro grande vitigno autoctono, il Moscato di Noto, dando un’interpretazione contemporanea della sua antichissima tradizione in queste terre.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 5,000 piante per ettaro

Coltivare il principe dei grandi rossi siciliani, il Nero d’Avola, nella sua terra d’origine, è stato il primo motivo che ci ha spinti verso Noto. Le terre bianche e calcaree, l’esposizione e il sole di Buonivini creano le condizioni migliori per far crescere le sue viti al meglio e dare vita a grandi vini.

La Cantina Invisibile

Nata dal desiderio di minimizzare l’impatto ambientale, la Cantina Invisibile è il simbolo della nostra presenza nel territorio di Noto. Il progetto, ultimato nel 2003, è ancora oggi assolutamente innovativo, ed è espressione di una sintesi perfetta tra rispetto per il territorio, esigenze tecniche e soluzioni architettoniche.

La cantina – pur audace con le sue linee nette e squadrate - è nascosta dentro un naturale dislivello della collina, così che in superficie resta visibile solo il giardino di alberi da frutto ed erbe aromatiche che la ricopre.

Il primo livello, dedicato al processo di vinificazione, sembra dialogare direttamente col vigneto che ha di fronte attraverso la grande finestra.

Il secondo livello scende interamente sotto terra, proteggendo la barricaia a una temperatura controllata.

Tasting Planeta

Un bianco, due rossi e un passito. Dalle uve di Moscato di Noto e Nero d’Avola, a Buonivini nascono quattro vini che rappresentano tre diverse ma piene espressioni del territorio a cui ogni loro caratteristica resta fortemente legata.
Scopri le loro caratteristiche come in un vero percorso di degustazione.
Santa Cecilia
Noto D.O.C.
100% Nero d’Avola

Santa Cecilia è il nostro vino di punta dalla più importante varietà siciliana: il Nero d’Avola. Il lungo lavoro di …

Scheda vino
Moscato Bianco
Noto D.O.C.
100% Moscato Bianco

Il Moscato di Noto è un vino da apertura, da aperitivo, spiccatamente aromatico. Da uve Moscato Bianco in purezza, è …

Scheda vino
Passito di Noto
Noto D.O.C.
100% Moscato Bianco

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Scheda vino
timballo-di-anelletti
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Timballo di anelletti al ragù
Timballo di anelletti al ragù

Per noi il timballo di anelletti è il piatto della Pasqua. Gli anelletti sono un formato di pasta di grano duro difficile da trovare fuori dalla Sicilia, ottimo da cucinare al forno, in timballo. “Timballo” viene dalla parola di derivazione araba Timalla (“Timbale” da “Atable”), ovvero tamburo, dalla forma cilindrica schiacciata che il timballo ha. La crosta in pangrattato esterna può essere più spessa. A noi piace non troppo spessa, troviamo che il piatto risulti più delicato e leggero.

Ingredienti

Per 6-8 persone

1 kg di anelletti

150 g di provola dolce

150 g di pangrattato

80 g di pecorino siciliano dop grattugiato

sale

Per il ragù

600 g di carne

di spalla di maiale

600 g di muscolo

di manzo

2 cipolle

1 carota

1 sedano

2 litri di passata

di pomodoro

1 cucchiaio

di concentrato

di pomodoro

1 bicchiere di acqua

1 bicchiere di vino rosso, meglio se vecchio

alloro

olio extravergine d’oliva

Per i piselli

400 g di piselli freschi 1 cipolla piccola

50 g di burro

sale e pepe

Difficoltà 3/5

Tempo 1 ora

Tritate finemente le cipolle e rosolatele con un bicchiere d’acqua e un filo d’olio in una casseruola. Nella stessa casseruola, aggiungete la carne tagliata a pezzi e rosolatela bene. Sfumate col vino e lasciate cuocere per 10 minuti.

Aggiungete il concentrato di pomodoro, la salsa, l’alloro e lasciate cuocere a fiamma bassa per almeno 2 ore o più. Il ragù sarà pronto quando la carne sarà sfatta, tenera e stracotta.

In una padella fate rosolare una cipolla tagliata finemente. Quando la cipolla è ben tostata, aggiungete i piselli. Cuocete per 5 minuti.

Cuocete gli anelletti in abbondante acqua salata. Cuoceteli molto al dente. Scolateli e conditeli con il ragù. Lasciate raffreddare e aggiungete la Provola a dadini e i piselli.

Imburrate con le mani una teglia da forno con i bordi alti. Una volta imburrata, versate un pugno di pangrattato e fate in modo che l’intera teglia sia ricoperta da uno strato leggero di pangrattato.

Versate al centro gli anelletti conditi e schiacciate con delicatezza fino ad avere una superficie omogenea. Chiudete il timballo ottenuto con pangrattato e una spolverata di Pecorino grattugiato. Cuocete in forno per 30-40 minuti a 180 °C.

lolli-con-le-fave
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Lolli con le fave
Lolli con le fave

Ingredienti

Per 4 persone

Per la pasta

500 g di farina di grano duro rimacinata

sale

Per il condimento

1 kg di fave modicane sgusciate

1 costa di sedano

1 cipolla

300 g di cavolo cappuccio

olio extravergine di oliva sale grosso

 

Difficoltà 1/5 | tempo 2 ore e mezzo

Le fave modicane sono fave cottoie, hanno una pelle spessa ma un cuore farinoso e un sapore intenso. In un grosso tegame, meglio se di terracotta, mettete l’acqua, il sale grosso, la cipolla, il sedano e il cavolo. Quando il tutto bolle, aggiungete le fave e lasciatele cuocere per oltre 2 ore. Le fave saranno pronte quando saranno sfatte.

Su una spianatoia di legno versate la semola di grano duro, il sale e tanta acqua quanto ne assorbe la farina. Con i palmi delle mani fate dei cordoni lunghi che taglierete a tocchetti di circa 5 centimetri ciascuno. Con l’anulare, il medio e l’indice ben stretti cavate i tocchetti di pasta premendo uniformemente fino ad ottenere i lolli. Lasciateli seccare all’aria per un’ora.

Diluite con un bicchiere d’acqua la purea di fave che nel frattempo si sarà solidificata. Appena la zuppa inizierà a bollire buttate i lolli, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva e lasciateli cuocere per almeno 12 minuti. Una volta cotti, spegnete la fiamma e lasciate riposare la zuppa per 10 minuti, poi servite ben calda.

cassata
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Cassata
Cassata

Ingredienti

Per 6-8 persone

1 pan di spagna

200 g di farina di mandorle

200 g di zucchero a velo + un po’ per la glassa

1 kg di ricotta di pecora

300 g di zucchero semolato

70 g di cioccolato fondente

1 baccello di vaniglia

colorante verde in polvere

150 g di pistacchi frutta candita intera per decorare

olio di semi per ungere la teglia

 

Difficoltà 4/5

Tempo 1 ora (oltre alle 2 ore di riposo in frigorifero)

Preparate la pasta reale: mescolate la farina di mandorle con lo zucchero a velo, aggiungete la farina di pistacchi, che avrete ottenuto tritandoli finemente e setacciandoli, e qualche goccia di colorante verde.

Impastate a mano fino a quando la pasta reale non sarà morbida e compatta. Stendetela con un matterello e tagliatela a strisce alte quanto il bordo della forma per cassata. Serviranno infatti per rivestire la parte esterna del dolce.

Dopo averla unta, rivestite il bordo della forma per cassata con le strisce di pasta reale e foderate il fondo con strisce sottili di pan di Spagna. Preparate la crema passando al setaccio la ricotta e mescolandola poi con lo zucchero, i semi di vaniglia e il cioccolato fondente, che avrete precedentemente tagliato a pezzetti piccoli come chicchi di caffè. Riempite lo stampo della cassata con la crema di ricotta e coprite con uno strato di fette sottili di pan di Spagna.

Fate riposare in frigorifero per un paio d’ore; trascorso questo tempo, sformate la cassata e ricopritela con una glassa bianca a base di zucchero a velo e pochissima acqua. Lasciate seccare e decorate con la frutta candita.

Ospitalità di Casa Planeta

Conosci la Sicilia attraverso i luoghi del vino Planeta

Il cuore dell’ospitalità di Buonivini è l’antico Palmento al centro del vigneto, restaurato nel recupero dell’architettura originale, risalente all’inizio del ‘900, così che sono ancora visibili le vasche dove avvenivano la pigiatura dell’uva e la fermentazione del mosto. Qui vi aspettiamo dopo la visita ai vigneti e alla cantina, per la degustazione guidata dei nostri vini, l’aperitivo, il pranzo o gli acquisti nel wine shop.

Il pic nic caratterizza l’ospitalità di Buonivini con un’esperienza informale ed eco-friendly da vivere in coppia, in famiglia o con gli amici, in una totale immersione nella natura. Dopo la degustazione dei vini, potrete portare all’aperto i cestini ricchi di prodotti del territorio – le scacce modicane farcite, il pomodoro ciliegino essiccato al sole, il tonno dal borgo marinaro di Marzamemi – e assaporarli all’ombra dei carrubi.

Il grande vigneto di Buonivini è punteggiato dalle Case Sparse, piccole abitazioni rurali che interrompevano le minuscole proprietà in cui un tempo era divisa la tenuta. Le abbiamo ristrutturate, colorandole del rosso amaranto tipico delle antiche case contadine, e arredate con le creazioni dell’artista Costanza Algranti, realizzate interamente con materiali di recupero del territorio.