La leading generation dell’azienda, i figli, nipoti, i fratelli, sorelle e tutte le straordinarie persone che lavorano con noi mi hanno dedicato un vino: a me spetta il raccontarvi della sua storia.

Diego Planeta

Didacus

Didacus

L’origine

Come sa bene chi lo ha conosciuto, la visione di Diego Planeta ha sempre avuto il decennio come unità di misura minima, e la generazione come primo orizzonte. Quando alla metà degli anni '80 convinse i fratelli e le sorelle – molto facilmente, aveva la piena fiducia di tutti – a piantare i primi filari di Chardonnay e di altre varietà "non convenzionali", il primo obiettivo era quello di dare il via, di lì a un decennio, a una produzione che primeggiasse nel panorama dei vini siciliani, e che – come amava dire lui – "ponesse nuovamente la Sicilia sulla mappa".
Ma c'era un secondo obiettivo ancora più ambizioso, ben chiaro nella sua mente, che tacitamente aveva affidato alla generazione successiva, a quella dei suoi figli e dei suoi nipoti: sulla base di quanto progettato e realizzato nel trentennio precedente, produrre vini che avessero come orizzonte di competizione il mondo intero, le grandi regioni del vino delle quali – questo era parte integrante della sua visione – la Sicilia doveva a pieno titolo ritornare a fare parte.
Questo lascito dal 2014 è diventato Didacus – dal vezzeggiativo che l'amato padre Vito utilizzava per Diego - un vino dedicato al fondatore e alla sua visione, alla sfida più difficile e più entusiasmante. Solo il tempo – giudice unico e inappellabile per il vino come per gli uomini – potrà decretare l'esito di questa sfida. La nostra generazione ha dedicato e continuerà a dedicare tutte le proprie energie, la propria competenza e ogni possibile risorsa affinché anche questa visione di Diego Planeta diventi realtà.

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Il vino

Chardonnay e Cabernet Franc

Questa bottiglia racchiude la nostra visione del vino. Eleganza e tradizione. Famiglia e futuro.
La Sicilia come l’abbiamo sempre sognata.

Chardonnay

Annata

  • 2019
  • 2018
  • 2016
  • 2015
  • 2014
Varietà Chardonnay 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2019
Anno d’Impianto 1985
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,2
Piante per ettaro 3.787
Clone R8
Portainnesto 1103 P
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Guyot
Suolo 61,9% Argilla; 29% Limo; 9,1% Sabbia
  • Germogliamento

    26

    marzo 2019

  • Fioritura

    15

    maggio 2019

  • Allegagione

    26

    maggio 2019

  • Invaiatura

    17

    luglio 2019

  • Vendemmia

    15 e 16

    settembre 2019

Più informazioni
Varietà Chardonnay 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2018
Anno d’Impianto 1985
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,2
Piante per ettaro 3.787
Clone R8
Portainnesto 1103 P
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Guyot
Suolo 61,9% Argilla; 29% Limo; 9,1% Sabbia
  • Germogliamento

    21

    marzo 2018

  • Fioritura

    11

    maggio 2018

  • Allegagione

    23

    maggio 2018

  • Invaiatura

    15

    luglio 2018

  • Vendemmia

    10 e 11

    settembre 2018

Premi e riconoscimenti Wine Advocate Robert Parker 96+
Guida essenziale ai vini d’Italia di D. Cernilli 97
Vinous 94
Wine Spectator 91
Più informazioni
Varietà Chardonnay 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2016
Anno d’Impianto 1985
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,2
Piante per ettaro 3.787
Clone R8
Portainnesto 1103 P
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Guyot
Suolo 61,9% Argilla; 29% Limo; 9,1% Sabbia
  • Germogliamento

    18

    marzo 2016

  • Fioritura

    08

    maggio 2016

  • Allegagione

    20

    maggio 2016

  • Invaiatura

    12

    luglio 2016

  • Vendemmia

    5 e 6

    settembre 2016

Premi e riconoscimenti Guida essenziale ai vini d’Italia di D. Cernilli 97
Wine Advocate Robert Parker 95
James Suckling 93
Meininger Sommelier 91
Vinous 91
Più informazioni
Varietà Chardonnay 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2015
Anno d’Impianto 1985
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,2
Piante per ettaro 3.787
Clone R8
Portainnesto 1103 P
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Guyot
Suolo 61,9% Argilla; 29% Limo; 9,1% Sabbia
  • Germogliamento

    16

    marzo 2015

  • Fioritura

    04

    maggio 2015

  • Allegagione

    18

    maggio 2015

  • Invaiatura

    09

    luglio 2015

  • Vendemmia

    2 e 3

    settembre 2015

Premi e riconoscimenti Guida essenziale ai vini d’Italia di D. Cernilli 97
Wine Advocate Robert Parker 94
James Suckling 92
Wine Spectator 91
Più informazioni
Varietà Chardonnay 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2014
Anno d’Impianto 1985
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,2
Piante per ettaro 3.787
Clone R8
Portainnesto 1103 P
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Guyot
Suolo 61,9% Argilla; 29% Limo; 9,1% Sabbia
  • Germogliamento

    28

    marzo 2014

  • Fioritura

    10

    maggio 2014

  • Allegagione

    23

    maggio 2014

  • Invaiatura

    01

    luglio 2014

Più informazioni

Chardonnay

Sicilia Menfi Doc

Cari amici,
Genus dominorum praediorum da veramente tante generazioni, poi, da almeno quattro e contrariamente alle tradizioni e all’uso della Sicilia arcaica, il dominio è amore, cura, passione e poi – soltanto poi – reddito. Alla generazione degli anni Sessanta, viene in mente che la viticoltura siciliana di quegli anni aveva le scarpe strette, che fosse quindi indispensabile una spinta all’innovazione e al cambiamento. Cominciò un lungo guardarsi intorno, in giro per il mondo, e finalmente...

Nel febbraio 1985 piantiamo 4 ettari di chardonnay e di colpo si ritorna indietro di un secolo: è il tempo della viticultura degli Orleans – reali esuli di Francia – e dei Principi di Valdina; del Barone Mendola fine ampelografo, e dell’altrettanto visionario Barone Spitaleri, i quali, con queste nobili varietà d’oltralpe coltivate nelle loro terre isolane, avevano allietato grandi pranzi di molti corti europee.
Non fu impianto facile, un’estate calda come mai, piante prodotte per altri climi, terreni calcareoargillosi, difficili da domare ma altrettanto generosi nella qualità. A farla breve molte viti scomparvero per essere poi reimpiantate, reinnestate, reimpostate con la caparbietà di chi crede fortemente in un futuro diverso.
Mai tanta fatica fu meglio ripagata: nel 1989 arriva il grande Carlo Corino enologo-gentiluomo, piemontese di nascita e cultura, australiano nell’opera per decenni, il mago dello chardonnay dei climi temperati.
Quei 4 ettari lo entusiasmano tanto quanto il sole e il calore umano che avverte in Sicilia. Si lavora assieme e si costruisce un mito che dalla prima vendemmia del 1994 ad oggi ci riempie di gioia e di grandi soddisfazioni. Passa il tempo e siamo al luglio del 2014: sono trascorsi 30 anni, camminando nel glorioso vigneto un occhio esperto distingue con chiarezza le viti ben attecchite nel 1985… “Eureka”!
Grazie al cielo, a mio nipote Alessio non manca la fantasia.
I nostri agronomi girano tutto il vigneto e marcano le piante individuate, al momento giusto se ne scelgono i grappoli migliori, si trasporta, si pigia e si versa in barriques.
Un anno ancora di trepidante attesa e alla fine Didacus è nato, riposa in bottiglia per il giusto tempo e ora… è qui per voi.
Perché Didacus?
Il mio grande padre Vito, usava chiamarmi in modi diversi.
Diego era la normalità, Dieguzzo era per i momenti di grande confidenza, Didacus, e io da piccolo ingenuamente pensavo a Luciferus, era per i momenti delle mie non rare intemperanze.
Quinto di sette figli, una casa grande… Ma questa è un’altra storia che un giorno vi racconterò.
Grazie per averci dedicato attenzione, e ancora di più grazie a tutti quelli che hanno lavorato per questo vino.

Diego Planeta

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Il vigneto Chardonnay – Ulmo

Il vigneto Chardonnay – Ulmo

Cabernet Franc

Annata

  • 2017
  • 2016
Varietà Cabernet Franc 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2017
Anno d’Impianto 2000
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,00
Piante per ettaro 4.545
Clone VCR10
Portainnesto 140R
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Cordone Speronato
Suolo 46% Argilla; 22% Limo; 32% Sabbia
  • Germogliamento

    26

    marzo 2017

  • Fioritura

    18

    maggio 2017

  • Allegagione

    31

    maggio 2017

  • Invaiatura

    21

    luglio 2017

  • Vendemmia

    18 e 19

    settembre 2017

Più informazioni
Varietà Cabernet Franc 100%
Denominazione Sicilia Menfi Doc
Vendemmia 2016
Anno d’Impianto 1999
Sesto d’Impianto 2,20 X 1,00
Piante per ettaro 4.545
Clone VCR10
Portainnesto 140R
Forma di allevamento Spalliera
Sistema di potatura Cordone Speronato
Suolo 46% Argilla; 22% Limo; 32% Sabbia
  • Germogliamento

    22

    marzo 2016

  • Fioritura

    20

    maggio 2016

  • Allegagione

    03

    maggio 2016

  • Invaiatura

    25

    luglio 2016

  • Vendemmia

    24 e 27

    settembre 2016

Premi e riconoscimenti Vinous 95
Wine Advocate Robert Parker 94
Wine Spectator 92
James Suckling 90
Più informazioni

Cabernet Franc

Sicilia Menfi Doc

Cari Amici,
Un altro Didacus, altri ricordi e altre emozioni.
L’Ulmo - il suo baglio e la cantina, i terreni circostanti - da sempre lo viviamo e così è al centro di tante storie, piccole e insignificanti per i più, importanti e quasi mitiche per noi.
Storie e storielle accumulate in tante generazioni, tramandate o raccontate da chi ci ha preceduto, alle volte sminuite o appena ricordate, alle volte enfatizzate oltre misura.

La parte alta della proprietà è piena di panorami, di piccole valli e di scoscesi sentieri, che mentre ti portano su fino a quota 500 nascondono ad ogni piè sospinto frammenti di questi ricordi, forse un po‘ fantasiosi:
natura incontaminata, agricoltura antica e da noi amata da sempre fanno il resto.
Vi racconto del Piano del Sommacco.
Se hai un po’ di gambe ed hai visitato la vigna dello Chardonnay di Didacus, sali verso l’alto per altri 250 metri di dislivello, un paio di chilometri o più di salita e, superato il vecchio bosco della Segreta, sei al Piano del Sommacco.
Da lì - quando i nuovi boschi di pini marittimi non avevano ancora tagliato la proprietà in due parti - il Piano del Sommacco dava spazio e luce per guardare dall’alto i campi delle vecchie tenute della casa.
Il Baglio dell’Ulmo con il Forte Saraceno di Mazzallakar a nord, Maroccoli a sud, verso mare, e infine Cirami e Risinata a est.
Panorami e luoghi che tanto da ragazzi ci affascinavano, piccoli misteri nascosti tra le ombre delle frequenti sorgenti e delle loro frescure, tante piccole storie di passati accadimenti ed episodi, narrati dai nostri cari e poi sempre enfatizzati e ingigantiti.
Per me ed i miei fratelli era uso essere spediti verso l’alto traversando e poi salendo ben oltre il bosco della Segreta, una estenuante camminata che consentiva uno sguardo dall’alto sullo stato delle colture e dei raccolti in corso; al temine, una bella raccolta dei frutti dalle poche rimanenti piante dell’antico sommacco (Rhus coriaria L.).
Un albero - o meglio un grande arbusto - un tempo fonte di sostentamento per una Sicilia che non esiste più se non nei ricordi di pochi: dalle foglie e dai rami si estraeva un tannino di straordinaria qualità per la concia delle pelli e, secondariamente, dai frutti spezie che esperte mani di donne di casa avrebbero poi usato per insaporire le zuppe di verdura delle cene d’inverno.
Restavano ormai poche piante, che si raccontava fossero residui di estese piantagioni, ereditate dalla cultura e dalla sapiente agricoltura araba impiantata in questi luoghi e prima dell’anno mille dal potente Emiro Al-Zabut.
Nei racconti di famiglia correva la fantasia di grandi superfici boschive e di lucrosi commerci con paesi lontani, di mercanti levantini votati al rischio e al guadagno, di agili sambuchi perennemente minacciati dai pirati.
Di tutto questo fantasticare, ahimè, rimanevano soltanto i pochi cespugli del Piano del Sommacco.
Verso la fine degli anni novanta, avevamo portato a compimento la lunga sperimentazione sui vigneti piantati nel 1985 e un’altra varietà riportata in Sicilia ci aveva entusiasmato: il Cabernet Franc.
Tante le prove, una la certezza: dal “terroir” dell’Ulmo e da quella varietà, un rosso doveva e poteva nascere; restava solo da decidere la parcella più adatta.
Ci ritroviamo con Alessio, Francesca e Santi a camminare dove di piante di sommacco non ve n’erano più: non restavano che i miei ricordi, i miei racconti ed il pianoro con i suoi 5 ettari, ricco della sua posizione dominante e di tanta storia legata alla famiglia.
Decisione presa: dove un tempo cresceva il sommacco avremmo piantato il più mediterraneo dei bordolesi, il Cabernet Franc.
Oggi dopo più di venti anni il Piano del Sommacco è un perfetto plateau, l’ideale terroir tanto cercato per esprimere al meglio un grande rosso destinato ad un lungo invecchiamento.
Come per il sommacco, protagonisti sono i tannini, ma tra i più nobili e vellutati: quelli dei grandi vini rossi.
Continuiamo a seguire la storia di alcune delle grandi avventure della viticoltura siciliana di fine ottocento; beviamo un Cabernet Franc che possa stare alla pari con lo Chardonnay di Ulmo, il vino dei tanti successi.
Lasciate che ringrazi ancora una volta chi tanto ha messo del Suo in questi 20 anni per consentirci questo risultato.

Diego Planeta

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Il vigneto Cabernet Franc – Dispensa

Il vigneto Cabernet Franc – Dispensa

Diego

Planeta

Diego Planeta

Diego Planeta nasce a Palermo il 2 febbraio, nel giorno della Candelora, del 1940.
Nel dopoguerra, studia e si diploma all’Istituto Agrario di Catania, e dalla fine degli anni ’50 inizia a lavorare al fianco dell’amatissimo padre Vito - che nel 1958 ha fondato a Menfi la Cantina Sociale Settesoli – nelle attività agricole dell’azienda familiare.

Nel 1967 fonda a Vittoria (RG) la S.I.S., azienda che oggi - dopo avere assorbito Centro SEIA - rappresenta un’eccellenza assoluta nel settore dei servizi per l’agricoltura e nella coltivazione del pomodoro.

Nel 1972 succede al padre Vito alla presidenza della Settesoli - carica elettiva che ricoprirà per 38 anni consecutivi - rendendola un vero punto di riferimento nel settore della cooperazione in agricoltura, protagonista del progresso dell’intero territorio della Valle del Belice.

Alla morte del padre, nel 1975, inizia ad amministrare le singole proprietà agricole dei suoi sei fratelli, in un percorso che porterà negli anni ’90 alla creazione di un’unica azienda familiare.
Negli anni tra il ’75 e il ‘95 completa la trasformazione dell’azienda, principalmente zootecnica, cerealicola e agrumicola, in una moderna realtà principalmente viticola e oleicola, passando attraverso colture ortive e privilegiando sempre la sperimentazione più coraggiosa.
Dal latifondo post-Riforma Agraria alla moderna impresa agricola.

Nel 1985 viene nominato presidente dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino. In questo ruolo, ricoperto fino al 1992, compie quello che probabilmente è il suo capolavoro, anche perché compiuto a beneficio di tutta la collettività: grazie a collaborazioni con soggetti del calibro di Giampaolo Fabris, Attilio Scienza, Giacomo Tachis - solo per citarne alcuni - in pochi anni rivoluziona completamente il settore vitivinicolo siciliano, mettendo a disposizione di tutti gli operatori un inestimabile patrimonio di sperimentazioni, ricerche di mercato e acutissime visioni strategiche. Un vero e proprio modello di sviluppo, senza il quale il comparto sarebbe stato destinato con ogni probabilità a un declino irreversibile, e che ne ha invece permesso la crescita e il successo.

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 decide di avviare l’azienda vinicola di famiglia, e di affidarla alla generazione successiva alla sua. In particolare al nipote Alessio, classe 1966, che da anni lo affiancava nelle attività agricole familiari. Poco dopo si aggiunge la figlia Francesca, successivamente i nipoti Marcello, Santi, Chiara.

Tra i riconoscimenti ufficiali ricevuti negli anni, ci piace ricordare quelli che gli diedero maggiore motivo di orgoglio: prima di tutto nel 2004 la nomina a Cavaliere del Lavoro da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, poi nello stesso anno la laurea honoris causa in Scienze Tecnologie Agrarie a Palermo, la prima mai proposta dalla Facoltà, e nel 2003 la nomina ad Accademico dei Georgofili.

Diego Planeta ha smesso di occuparsi di agricoltura e della sua famiglia sabato 19 settembre 2020, nel primissimo mattino, a Menfi.

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Iniziative

Planeta

  • La borsa di studio

  • Orto botanico

  • Opere