Capo Milazzo

La patria del Mamertino

Dal 2011, l’ultima tappa del viaggio in Sicilia

Siamo arrivati sulla punta di Capo Milazzo ma abbiamo subito capito che questo sarebbe stato il luogo giusto per concludere il nostro viaggio, compiendo l’aspirazione di rappresentare la Sicilia attraverso il recupero dei suoi vini, in tutti i suoi territori.

Questo luogo straordinario a nord est dell’Isola è dedicato alla viticoltura sin dal tempo di Romani, che proprio qui – guidati da Gaio Duilio – conseguirono nel 260 a.C. la loro prima vittoria contro la flotta di Cartagine.

VITTORIA NOTO MENFI CAPPARRINA ETNA CAPO MILAZZO
Eccoci dunque seduti all'ombra, guardando il mare e il promontorio di Milazzo, che a man sinistra sporge in fuori lontano nel mare, in forma di sprone. Come Messina ha la sua falce, così Milazzo ha il suo sprone o la sua lancia. In nessuna altro paese, come nella Sicilia, la costa si diletta di formazioni di rocce e di piccoli seni così strani, capricciosi e anche pittoreschi.
Carl August Schneegans
La Baronia

La Baronia

La Baronia è la più piccola delle nostre aziende – 8 ettari di vigneto, circondati da 20 ettari di oliveti secolari – ma è piena di significati, di memoria e di idee. Abbiamo dato vita a questo nuovo progetto con l’idea di tornare a produrre il Mamertino, tra i più antichi vini dell’Isola. Tutto è nato dall’incontro con la Fondazione Lucifero, proprietaria di queste terre magnifiche e ricche di storia, dove fino al 2011 il lavoro agricolo versava in uno stato prossimo all’abbandono. Insieme abbiamo dato vita ad un’operazione di recupero di una cultura e di una biodiversità altrimenti perdute: dove prima c’erano solo sterpaglie, ora ci sono nuove vigne costeggiate da incantevoli sentieri naturalistici. Oggi questo progetto è il simbolo della nostra idea di viticoltura sostenibile, non solo dal punto di vista della coltivazione e della produzione, ma dal punto di vista ambientale, culturale, sociale, economico.
La Baronia

Ambiente

Capo Milazzo è una piccola penisola nell’isola. Nasce come prolungamento delle montagne nel nord della Sicilia, dall’affioramento dal mare e dalle successive trasformazioni. Si presenta come un promontorio pianeggiante delimitato da ripide scarpate che scendono per quasi 60 metri sino a mare.

Di origine alluvionale, i terreni sono sciolti, scuri, profondi e con poco scheletro, generalmente ricchi di frazione limosa.

30 metri slm

14-15°

700-800 mm

Vigneti

Quattro ettari di vigna sono già produttivi nel rispetto del disciplinare della Doc Mamertino (60% Nero d’Avola, 40% Nocera). Negli altri abbiamo introdotto in via sperimentale la ricerca su tre varietà reliquie: il Vitraruolo, la Lucignola e la Catanese Nera.

Abbiamo scelto sistemi di viticoltura in pieno equilibrio col territorio, che utilizzano forme di allevamento tipiche delle zone marine, come l’alberello appoggiato, e senza irrigazione.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato, guyot

Densità di impianto: 5,000 piante per ettaro

Seguendo le regole della Mamertino DOC, che richiedono un contenuto di Nero d'Avola equivalente al 60%, abbiamo anche piantato la più importante vite siciliana a bacca rossa, sperimentando con essa - dopo quelle del sud-ovest e sud-est dell'isola - per produrre ancora un'altra interpretazione dipendente dal territorio.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato, guyot

Densità di impianto: 5,000 piante per ettaro

Tra le più antiche della Sicilia, questa varietà è tipica del territorio della provincia di Messina ed è usata da sempre, nella misura di circa il 40%, nel blend che compone il pregiato Mamertino. Anche noi, di anno in anno, ne andiamo scoprendo le sorprendenti caratteristiche di eleganza e struttura.

La Cantina Sostenibile

Dopo la “Cantina Invisibile” di Noto e con lo stesso desiderio di rendere discreta la nostra presenza, per Capo Milazzo abbiamo pensato ad una “Cantina Smontabile”: è il simbolo del nostro progetto per questo territorio, orientato alla sostenibilità integrale.

Abbiamo costruito la nuova cantina, con vista sul mare, lasciandoci guidare, come sempre, dal criterio dell’avanguardia architettonica, dell’ecosostenibilità e del minimo impatto sul paesaggio.

La struttura portante è piccola e leggera, di ferro e pietra, pensata per essere temporanea, interamente smontabile e asportabile senza danno per il territorio.

Tasting Planeta

La Doc che tutela il Mamertino ne aveva trovato ancora pochissimi interpreti ed era prossima all’estinzione, per questo ci siamo entusiasmati all’idea di intervenire nella valorizzazione di questo vino prezioso: il progetto di Capo Milazzo nasce esclusivamente da questo desiderio. La nostra prima bottiglia sarà figlia della vendemmia 2015, ma già dal 2014 abbiamo prodotto in via sperimentale il Nero d’Avola Nocera.
Scopri le sue caratteristiche
Nero d’Avola*Nocera
Sicilia D.O.C.
70% Nero d’Avola 30% Nocera

Un blend che unisce la varietà più importante in Sicilia - il Nero d'Avola - con la varietà peculiare del …

Scheda vino
involtini-di-pescespada
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Involtino di pesce spada
Involtino di pesce spada

Messina guarda il mare e la sua cucina si fonda sul pesce.
 Lo stretto sembra pensato per ottimizzare la pesca e da secoli ha visto l’evolversi delle sue tecniche. Numerose sono state le tonnare create lungo le coste e diffusa è la pesca di sarde, acciughe, spatole, sgombri, alalunga e pisci capuni. Il pesce spada pescato ancor oggi seguendo antiche tecniche tradizionali ha qui un sapore particolarmente intenso.


 Ingredienti

Per 4 persone

800 g di pesce spada tagliato a fette sottili

200 g di pangrattato

80 g di Pecorino Siciliano Dop

50 g di pinoli

50 g di uvetta

50 g di capperi

1 mazzetto di prezzemolo

1 rametto di origano 1 acciuga

1 bicchiere di vino bianco

olio extravergine d’oliva 1 limone

sale

pepe

Difficoltà 2/5 | tempo 1 ora

Sciacquate le fette di pesce spada in acqua leggermente acidulata dal succo di mezzo limone. Eliminate la pelle e dividetele in due. Mettete in ammollo l’uvetta nel vino bianco. Tostate i pinoli. Tostate bene il pangrattato con l’olio in una padella con l’acciuga. In una ciotola mescolate Pecorino, pangrattato, pinoli, uvetta, la scorza del limone grattugiata, capperi, prezzemolo tritato e origano. Stendete le fette di pesce spada su un tagliere e farcitele con un cucchiaio di ripieno, arrotolate e formate un involtino. Impanate ogni involtino e infilatene tre su ogni spiedino.
 Rosolateli in padella con un filo d’olio a fiamma non altissima, fino a quando il pangrattato non è ben dorato. Finite la cottura sotto il grill del forno ben caldo per 5 minuti.