La Segreta Il Bianco

La Segreta Il Bianco

Il Bianco

Sicilia D.O.C.

50% Grecanico 30% Chardonnay 10% Viognier 10% Fiano

La Segreta prende il nome dal bosco che circonda la nostra vigna all’Ulmo. Questo vino giovane e fresco ottenuto principalmente da uve Grecanico guadagna personalità e stile con l’aggiunta delle uve internazionali. Tutte le uve sono sapientemente coltivate nei vigneti di proprietà di Planeta. La Segreta è compagno versatile del bere quotidiano e adatto alle più diverse occasioni. È un perfetto approccio alla Sicilia del vino, con il suo giusto rapporto tra qualità e prezzo, garantito dal lavoro paziente della famiglia Planeta, dalla vigna sino al vino.

Riconoscimenti

La Segreta Il Bianco
2014 Vintages Magazine 91
James Suckling 90
Vinous 88
Falstaff 88
Wine Spectator 87
2013 Wine Advocate Robert Parker 87+
Wine Spectator 89
Wine Enthusiast 87
James Suckling 90
2012 James Suckling 90
International wine Challenge Commended
2011 James Suckling 90
Wine Enthusiast 87
International wine Challenge Bronze
2010 Wine Spectator 88
Wine Enthusiast 87
2009 James Suckling 90
Wine Spectator 88
Vinous 87
Jancis Robinson 16,5
2008 Wine Enthusiast 88
Wine Advocate Robert Parker 87
Vinous 87
Wine Spectator 87
International wine Challenge Bronze
2007 Wine Enthusiast 87
Decanter World Wine Awards Bronze
International wine Challenge Commended
2006 Wine Enthusiast 88
Wine Spectator 88
Vinous 87
Decanter World Wine Awards Bronze
2005 Wine Spectator 88
Wine Enthusiast 87
2003 Wine Spectator 89
2002 Vinous 88
Wine Spectator 88
2001 Wine Spectator 90
Wine Advocate Robert Parker 87
2000 Wine Spectator 87
1999 Wine Advocate Robert Parker 87
Wine Spectator 87
1997 Vinous 88
Wine Advocate Robert Parker 87
 
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Altimetria

45-210

Sopra il livello del mare

01

Clima

Temperatura media

02

Sistema di allevamento

Cordone speronato e Guyot

Densità di impianto

4.500/5.000 piante per ettaro

Adesso

13°C

Cloudiness 40%
Umidità 62%
Vento 6.2mh ←

Prima annata

1995

Scopri le annate

03
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  • Una vendemmia particolarmente fresca, migliore per i rossi che per i bianchi.
  • Vendemmia dalle due facce un agosto particolarmente fresco ha preceduto un settembre piovoso: quindi benissimo le varietà precoci male le tardive.
  • Inizia il ciclo delle vendemmie calde con vendemmie asciutte e calde dall'inizio alla fine.
  • Annata caratterizzata da inverno e primavera con poca pioggia, agosto molto caldo e settembre fresco e asciutto. Caldi i bianchi.
  • Annata quasi perfetta per i bianchi per luglio ed agosto luminosi e caldi al punto giusto.
  • L'estate più fresca (con il 2004) ci ha dato dei bianchi molto fruttati e piani per maturazioni lente.
  • Inverno e primavera quasi senza pioggia. Produzioni basse e qualità molto buona in controtendenza al resto di Italia. Migliori i bianchi.
  • Qualche pioggia più del solito ha rinfrescato parte della vendemmia, i bianchi con tanto frutto e struttura.
  • Inverno e primavera freddi e piovosi hanno preparato alla perfezione le vigne alla vendemmia, iniziata con circa 15 giorni di ritardo e con clima fresco e temperato. I bianchi molto freschi.
  • Piogge invernali e primaverili molto abbondanti hanno preparato perfettamente i vigneti alla maturazione estiva e autunnale. Le temperature straordinariamente fresche e temperate di luglio, agosto e settembre hanno fatto il resto, con uve arrivate in cantina in condizioni perfette.
  • Le uve perfettamente sane, la quantità generalmente in calo del 10 %, con punte del 20 % per Merlot, Nero d'Avola e Frappato. Possiamo descrivere questa vendemmia come luminosa e solare. Tutte le varietà eliofile - Syrah, Nero d'Avola - sono di una ricchezza estrattiva straordinaria . I bianchi sono ricchi, grassi, definiti e varietali.
  • Dopo un paio di brevi ma intense ondate di caldo il tempo si è messo al bello, le temperature si sono stabilizzate e una persistente alta pressione ci ha regalato una vendemmia priva di pioggia e con maturazioni straordinarie. Per chi ama i confronti, a nostro avviso le annate recenti più assimilabili al 2007 sono, in Sicilia, il 1997 e il 2001.
  • Eccellente in particolare il grecanico, ma non sono da meno le varietà precoci di importazione quali chardonnay e viogner. Il fiano è infine alle sue massime punte di qualità , con una vendemmia paragonabile a quella del 2001.
  • Le temperature sono aumentate sensibilmente dopo il 20 agosto, mantenendo però il buon livello di umidità ed evitando la disidratazione e la concentrazione del frutto. La raccolta del grecanico si è conclusa gli ultimi giorni di settembre.
  • L'andamento climatico che ha caratterizzato la vendemmia 2010 è stato particolarmente favorevole.
  • L'annata è globalmente caratterizzata da un inverno classico con piovosità inferiore alla media. La primavera, invece, ha ribaltato la situazione portando piogge abbondanti, anche tardive, che hanno preparato al meglio la vigna. L’estate è avanzata calda ma senza eccessi e le uve hanno completato al meglio la maturazione.
  • La vendemmia si è conclusa il 12 ottobre in anticipo rispetto al consueto. In generale: le uve sono straordinariamente sane, ciò dovuto alla mancanza di precipitazioni a ridosso della raccolta; la quantità aumenta di un 10 % rispetto alla vendemmia 2011 che ricordiamo particolarmente povera e quindi al di sotto del 5% rispetto alla media. Il giudizio finale sulla vendemmia 2012 è eccellente con particolare rilievo su Vittoria e Noto, e a Menfi e Sambuca per i rossi.
  • Bianchi bellissimi, figli di un luglio e un agosto freschi e luminosi. Chardonnay più ricco senza essere più alcolico. Fiano super aromatico e Grecanico nella media. I rossi, Merlot e Cabernet, hanno ben gradito una vendemmia più fresca con una struttura tannica più densa e fitta, grazie alla prolungata maturazione. Meno brillante il Syrah che preferisce un settembre asciutto. Il Nero d’Avola è fresco e fruttato come poche volte.
05

Epoca di vendemmia

16

agosto

04

Vinificazione

Decantazione statica del mosto dopo diraspapigiatura e pressatura soffice; inoculo con lieviti sul limpido; fermenta a 15 °C in vasche di acciaio e vi sosta fino all’imbottigliamento

La Segreta Il Bianco
bianco_primo piano

Gradazione alcolica

13%vol.

04

Capacità di invecchiamento

Da amare giovane, apprezzandone l’evoluzione nei successivi 2 anni

Note organolettiche
  • Occhi
  • Naso
  • Bocca
Colore giallo chiaro con riflessi verdi che ne anticipano la freschezza.
Al naso note giovanili agrumate e floreali, bilanciate da vive note mediterranee, pesca, papaya e camomilla.
Equilibrato e fine al palato, grazie ad una ben dosata acidità.
07
Abbinamenti
Ottimo per un fresco aperitivo e molto versatile negli abbinamenti di vari antipasti, insalate e primi piatti a base di sughi leggeri o di mare.
Con la Cucina di Casa Planeta
arancine-di-riso-carne

Arancine di riso ripiene di carne

Per il riso

500 g di riso Carnaroli

1 litro d’acqua

125 g di burro

35 g di cipolla

1 costa di sedano

1 carota

5 g di zafferano

50 g di Grana Padano Dop

sale

 

Per il ripieno

600 g di polpa di manzo a cubetti

500 ml di salsa di pomodoro

1 kg di cipolla

200 g di concentrato di pomodoro

100 ml di vino vecchio

100 g di piselli

300 g di Primosale

150 ml di olio extravergine d’oliva

cannella macinata

sale

pepe

 

Per impanare

farina 00

2 uova sbattute

200 g di pangrattato

 

Difficoltà 4/5 | 2 ore

In una pentola capiente, portate a ebollizione l’acqua con il sale e la cipolla, il sedano e la carota. Abbassate il fuoco e cuocete a fiamma bassa per almeno 30 minuti. Una volta ottenuto un leggero brodo di verdura, filtratelo. Aggiungete lo zafferano, lasciate che il brodo si colori e unite il riso. Cuocete a fiamma medio-alta, fino a completo assorbimento del brodo: il riso sarà al dente. Versatelo in una teglia larga, aggiungete il burro e il Grana Padano grattugiato, amalgamate e fate raffreddare velocemente. Preparate il ripieno rosolando la carne nell’olio d’oliva e aggiungendo la cipolla tritata finissima. Sfumate con il vino e unite la salsa e il concentrato di pomodoro. Regolate di sale, pepe e cannella e lasciate cuocere a fuoco lentissimo. Quando la carne si sfalda con una forchetta, aggiungete i piselli precedentemente lessati e infine il Primosale tagliato a cubetti piccolissimi. Formate le arancine stendendo uno strato sottile di riso sul palmo della mano, leggermente bagnato. Mettete al centro del riso una piccola dose di ripieno e richiudete formando delle palline. È importante che il ripieno sia i due terzi del peso dell’arancina, mentre il riso un terzo. Inumidite esternamente le arancine con acqua, poi passatele delicatamente nella farina, nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. 
Friggetele in abbondante olio bollente, servitele calde.

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