Cerasuolo di Vittoria

Cerasuolo di Vittoria

Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G.

60% Nero d’Avola 40% Frappato

Dalle campagne di Dorilli, tra il mare e i monti Iblei, conosciuti come luogo di eccellenza del food in Sicilia, nasce il nostro Cerasuolo di Vittoria. Il nome dell’unica DOCG di Sicilia deriva da “cerasa”, la ciliegia in dialetto siciliano. È ottenuto dalle varietà autoctone Nero d’Avola e Frappato. Un vino unico, riconoscibile e indimenticabile per i suoi sapori giovanili e i profumi di ciliegia, fragola e melograno, dovuti alla particolarità dei suoli e del clima in cui sono coltivate le uve. Un vino che come pochi coniuga tradizione e piacevolezza del vino.

Riconoscimenti

2015 Vinous 92
Wine Advocate Robert Parker 90
James Suckling 92
Decanter 88
Decanter World Wine Awards 87
5StarWines 90/100
Merum 2 cuori - Vino molto buono
2014 James Suckling 91
Vinous 91
Wine Spectator 88
Jancis Robinson 17
Gambero Rosso Bere Bene - Oscar Qualità prezzo
Vini Buoni d'Italia 4 Stelle
2013 James Suckling 92
Wine Advocate Robert Parker 90+
Wine Enthusiast 89
Wine & Spirits 88/BB
Slow Wine Grande Vino
Jancis Robinson 16,5
2012 James Suckling 92
2011 Wine Review Online 91
James Suckling 91
Wine Enthusiast 88
Decanter World Wine Awards Bronze
Jancis Robinson 17
International wine Challenge Commended
Guida vini Siciliani (Giornale di Sicilia) Vino a 5 stelle
2010 Jancis Robinson 16
International wine Challenge Commended
2009 International wine Cellar 90
Vinous 90
Jancis Robinson 17
2008 Decanter World Wine Awards Bronze
International wine Challenge Bronze
Jancis Robinson 16
Slow Wine Grande Vino
2007 Decanter World Wine Awards Bronze
2006 Jancis Robinson 16,5
2005 Wine Spectator 85
2003 Wine Enthusiast 89
2002 Wine Enthusiast 87

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Altimetria

70-80

Sopra il livello del mare

01

Clima

21°Temperatura media

02

Sistema di allevamento

Cordone speronato

Densità di impianto

4.500/5.000 piante per ettaro

Adesso

18.47°C

Cloudiness 20%
Umidità 72%
Vento 4.1mh ↖

Prima annata

2001

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03
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  • L'estate più fresca (con il 2004) ci ha dato dei rossi varietali e dal tannino fitto e morbido.
  • Inverno e primavera quasi senza pioggia. Produzioni basse e qualità molto buona in controtendenza al resto di Italia
  • Inverno e primavera freddi e piovosi hanno preparato alla perfezione le vigne alla vendemmia, iniziata con circa 15 giorni di ritardo e con clima fresco e temperato. I bianchi molto freschi.
  • Piogge invernali e primaverili molto abbondanti hanno preparato perfettamente i vigneti alla maturazione estiva e autunnale. Le temperature straordinariamente fresche e temperate di luglio, agosto e settembre hanno fatto il resto, con uve arrivate in cantina in condizioni perfette.
  • Un tardo Autunno piovoso e temperature invernali fredde ma non rigide hanno posto solide basi per la bella vendemmia 2006. Le vigne sono andate in riposo con i terreni ben saturi d'acqua. Dopo un inverno piovoso, la primavera è stata particolarmente fresca e asciutta. Un'estate mite ha permesso una maturazione ottimale delle uve sia bianche che rosse. Per quanto attiene alla qualità delle uve, la vendemmia 2006 è stata eccellente. Le uve perfettamente sane, la quantità generalmente in calo del 10 %, con punte del 20 % per Merlot, Nero d'Avola e Frappato. Possiamo descrivere questa vendemmia come luminosa e solare. Tutte le varietà eliofile - Syrah, Nero d'Avola - sono di una ricchezza estrattiva straordinaria . I bianchi sono ricchi, grassi, definiti e varietali.
  • C'eravamo salutati con un autunno 2006 chiuso con delle buone piogge ottobrine che avevano ben preparato la vite al riposo autunnale ed invernale. E' seguito un inverno relativamente mite, caratterizzato da temperature mai troppo basse e piovosità inferiore alla media. Da luglio in poi, i momenti più importanti per la definizione della qualità , il clima è stato particolarmente propizio. Dopo un paio di brevi ma intense ondate di caldo il tempo si è messo al bello, le temperature si sono stabilizzate e una persistente alta pressione ci ha regalato una vendemmia priva di pioggia e con maturazioni straordinarie. Per chi ama i confronti, a nostro avviso le annate recenti più assimilabili al 2007 sono, in Sicilia, il 1997 e il 2001.
  • La vendemmia 2008 si è conclusa il 4 ottobre. Nel tardo autunno e nel periodo invernale del 2008 si sono avute piogge leggermente al di sotto dello standard e temperature nella media stagionale. La primavera ha evidenziato piogge leggere mai abbondanti. L'ultima, alla fine di aprile, E' stata decisiva per la qualità . Le uve hanno beneficiato di un clima fresco ed asciutto che le ha accompagnate sino alla vendemmia, senza eccessi di calore e temperature ideali per le maturazioni.
  • L'andamento stagionale ha registrato un autunno ed un inverno freddo e poco piovoso, mentre il periodo primaverile è stato caratterizzato da piogge abbondanti anche nel periodo pre-estivo. La vigna ha affrontato l'estate e le maturazioni in perfetto stato di salute. La media delle temperature estive è stata eccellente: piacevolmente fresca, regolare, senza picchi di caldo, mai sopra la media stagionale. Bilanciato l'irraggiamento solare. La vendemmia è iniziata con un ritardo di circa 10-14 giorni (il 17 agosto).
  • Una vendemmia lineare e bella, grazie a un'estate e un autunno quasi perfetti. Uve sanissime, la produzione quantitativamente in linea con gli ultimi anni. I bianchi, grazie ad un luglio e alla prima quindicina di agosto freschi, sono molto ben bilanciati e con profili aromatici entusiasmanti. Il Frappato ed il Nero d'Avola sono molto ben riusciti specie nel profilo aromatico: netti, varietali, con fruttosità debordante.
  • La vendemmia 2011 ha dato uve perfettamente sane ed una produzione in deciso calo. Registriamo infatti un diminuzione del 15% nella quantità, nella precisione ad un numero e ad una dimensione minore dei grappolo, dunque ad un peso complessivo minore. Tuttavia ciò ha comportato che la qualità del raccolto fosse straordinaria, in modo particolare dei rossi che hanno giovato di un naturale, e quindi perfetto, diradamento. Le temperature sono rimaste nella media, e ciò che è più importante, senza picchi di caldo. Settembre ed ottobre sono stati miti, qualche pioggia finale ha completato alla perfezione la della vendemmia.
  • La vendemmia si è conclusa il 12 ottobre in anticipo rispetto al consueto. In generale: le uve sono straordinariamente sane, ciò dovuto alla mancanza di precipitazioni a ridosso della raccolta; la quantità aumenta di un 10 % rispetto alla vendemmia 2011 che ricordiamo particolarmente povera e quindi al di sotto del 5% rispetto alla media. Qualità straordinaria a Noto e Vittoria, ottima per i rossi a Menfi e Sambuca e nella media per i bianchi. E’ presto per giudicare le uve dell’Etna ma possiamo dire che sono molto più sane ed integre del comune con gradazioni superiori alla media della zona. Il giudizio finale sulla vendemmia 2012 è più che positivo con punte di eccellenza a Vittoria e Noto e a Menfi e Sambuca per i rossi.
  • Le temperature tardo primaverili ed estive sono state straordinariamente equilibrate, mai caldo in eccesso. Poi, luglio e agosto sono stati ottimali per una preparazione ideale per bianchi profumati e rossi intensi. Nella seconda metà di agosto si sono susseguite alcune precipitazioni, più ad ovest che ad est, che hanno rinfrescato ulteriormente la vendemmia prolungando così la maturazione dei rossi. A Noto e Vittoria le piogge sono state poche, anzi un toccasana per le uve che hanno maturato al meglio regalando un’annata, per quelle zone, straordinaria. Sull’Etna la vendemmia ha premiato la pazienza di chi ha aspettato. Dopo un mese di settembre freddo e umido è sopraggiunta una seconda meta di ottobre soleggiata e splendida che ha spazzato via le paure e regalato un’annata tutta da scoprire .
  • Vendemmia asciutta e vini ricchi e intensi aiutati dalle temperature decisamente più miti di luglio e, in generale, di tutto il periodo vegetativo. Per il periodo luglio settembre risulta essere l'annata con più radiazione solare (luce utile per la maturazione delle uve) insieme, a un periodo luglio/settembre sotto o nella media delle temperature. Il settembre con poche piogge ci ha fatto attendere un po’ prima della raccolta, quindi condizioni ideali per maturazioni e vendemmia più tardiva degli ultimi anni. Alla ricerca dell'equilibrio perfetto.
  • Annata super nel sud est. Vendemmia straordinaria a Vittoria per profumi, colori (che non sono il forte di questa zona) ed equilibrio, grazie all'andamento climatico nelle nostre zone marine.
  • Il territorio di Vittoria, come tutto il sud est, ha subito una straordinaria siccità dopo un 2015 che era stato invece di buone precipitazioni. Le irrigazioni di soccorso durante l’estate (da noi sempre considerate una pratica agronomica indispensabile e, se ben gestita, fondamentale per la qualità dell’uva e del vino), una bella pioggia all’inizio settembre e in generale l’estate molto fresca hanno salvato la vendemmia. Le uve di conseguenza si sono rivelate sanissime integre, dandoci il risultato di una bassa produzione ma di vini ricchi e colorati: il Frappato, con profumi e colori non comuni, risulta migliore del Nero d’Avola, un po’ rigido ma anch’esso con toni affascinanti e note già floreali.
04

Epoca di vendemmia

17

settembre

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Vinificazione

Diraspapigiatura seguita da 14 giorni di permanenza sulle bucce, fermentazione a 23 °C in vasche in acciaio; pressatura particolarmente soffice con basket press (pressa verticale), segue affinamento in vasche di acciaio

Cerasuolo di Vittoria
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Gradazione alcolica

13%vol.

06

Capacità di invecchiamento

Da bere subito o da conservare fino a 6/8 anni

Note organolettiche
  • Occhi
  • Naso
  • Bocca
Rosso rubino con tenui riflessi amarena
Vino intrigante con una carica di energia vitale straordinaria a base di frutti di bosco, fragoline, gelso e melograno.
Una versione di Cerasuolo estremamente gastronomica che ci piace moltissimo anche per le sue note carnose e pepate. In bocca il vino rispecchia le percezioni olfattive e così ritroviamo felicemente il pepe nero che si mescola alla carruba e alle amarene dolci. Palato scattante con un finale molto sapido e tondo con note di gelso.
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Abbinamenti
In stagione, perfetto con un trancio di tonno appena scottato, con dei funghi trifolati o della cacciagione da piuma, la sua armonia con pizze invece sorprende tutto l’anno.
Con la Cucina di Casa Planeta
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Arancine di riso ripiene di carne

Per il riso

500 g di riso Carnaroli

1 litro d’acqua

125 g di burro

35 g di cipolla

1 costa di sedano

1 carota

5 g di zafferano

50 g di Grana Padano Dop

sale

 

Per il ripieno

600 g di polpa di manzo a cubetti

500 ml di salsa di pomodoro

1 kg di cipolla

200 g di concentrato di pomodoro

100 ml di vino vecchio

100 g di piselli

300 g di Primosale

150 ml di olio extravergine d’oliva

cannella macinata

sale

pepe

 

Per impanare

farina 00

2 uova sbattute

200 g di pangrattato

 

Difficoltà 4/5 | 2 ore

In una pentola capiente, portate a ebollizione l’acqua con il sale e la cipolla, il sedano e la carota. Abbassate il fuoco e cuocete a fiamma bassa per almeno 30 minuti. Una volta ottenuto un leggero brodo di verdura, filtratelo. Aggiungete lo zafferano, lasciate che il brodo si colori e unite il riso. Cuocete a fiamma medio-alta, fino a completo assorbimento del brodo: il riso sarà al dente. Versatelo in una teglia larga, aggiungete il burro e il Grana Padano grattugiato, amalgamate e fate raffreddare velocemente. Preparate il ripieno rosolando la carne nell’olio d’oliva e aggiungendo la cipolla tritata finissima. Sfumate con il vino e unite la salsa e il concentrato di pomodoro. Regolate di sale, pepe e cannella e lasciate cuocere a fuoco lentissimo. Quando la carne si sfalda con una forchetta, aggiungete i piselli precedentemente lessati e infine il Primosale tagliato a cubetti piccolissimi. Formate le arancine stendendo uno strato sottile di riso sul palmo della mano, leggermente bagnato. Mettete al centro del riso una piccola dose di ripieno e richiudete formando delle palline. È importante che il ripieno sia i due terzi del peso dell’arancina, mentre il riso un terzo. Inumidite esternamente le arancine con acqua, poi passatele delicatamente nella farina, nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. 
Friggetele in abbondante olio bollente, servitele calde.

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