alastro

Alastro

Sicilia D.O.C.

70% Grecanico 15% Grillo 15% Sauvignon Blanc

Dal nome di un fiore selvatico che cresce intorno alla nostra cantina, Alastro è un Grecanico in blend con due varietà spiccatamente aromatiche come Grillo e Sauvignon Blanc. Finemente aromatico, delicatamente strutturato, con profumi di frutti tropicali, agrumi freschi e fiori bianchi. Si abbina con i primi piatti della cucina mediterranea e alla cucina vegetariana.

Riconoscimenti

Alastro
 
2015  Falstaff 90
Wine Enthusiast 88
Vinous

 
88

 
2014  Decanter World Wine Awards Bronze
Gambero rosso Bere Bene - Oscar Qualità prezzo
Jancis Robinson

 
15,5

 
2012  Decanter 90
Sommelier Wine Award Bronze
Gambero Rosso Bere Bene - Oscar Qualità prezzo
Slow Wine

 
Vino quotidiano

 
2011  James Suckling 91
Gambero Rosso

 
Bere Bene - Oscar Qualità prezzo

 
2010 
 
International wine Challenge

 
Commended

 
2009 Jancis Robinson  

16,5

 
2006
 
Wine Spectator

 
90

 
2003
 
Decanter

 
Silver

 
 
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Altimetria

75-250

Sopra il livello del mare

01

Clima

21°Temperatura media

02

Sistema di allevamento

Cordone speronato e Guyot

Densità di impianto

3.800/5.000 piante per ettaro

Adesso

16.04°C

Cloudiness 40%
Umidità 72%
Vento 4.6mh ↑

Prima annata

1995

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04
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  • Una vendemmia particolarmente fresca migliore per i rossi che per i bianchi.
  • Vendemmia dalle due facce un agosto particolarmente fresco ha preceduto un settembre piovoso: quindi benissimo le varietà precoci male le tardive.
  • Agosto caldo e settembre fresco con qualche pioggia hanno fatto seguito ad un inverno con poche pioggie.
  • Inizia il ciclo delle vendemmie calde con vendemmie asciutte e calde dall'inizio alla fine.
  • Annata caratterizzata da inverno e primavera con poca pioggia, agosto molto caldo e settembre fresco e asciutto. Caldi i bianchi.
  • Annata quasi perfetta per i bianchi per luglio ed agosto luminosi e caldi al punto giusto.
  • L'estate più fresca (con il 2004) ci ha dato dei bianchi molto fruttati e pieni per maturazioni lente.
  • Inverno e primavera quasi senza pioggia. Produzioni basse e qualità molto buona in controtendenza al resto di Italia. Migliori i bianchi.
  • Qualche pioggia più del solito ha rinfrescato parte della vendemmia, i bianchi con tanto frutto e struttura
  • Inverno e primavera freddi e piovosi hanno preparato alla perfezione le vigne alla vendemmia, iniziata con circa 15 giorni di ritardo e con clima fresco e temperato. I bianchi molto freschi.
  • Piogge invernali e primaverili molto abbondanti hanno preparato perfettamente i vigneti alla maturazione estiva e autunnale. Le temperature straordinariamente fresche e temperate di luglio, agosto e settembre hanno fatto il resto, con uve arrivate in cantina in condizioni perfette.
  • Un tardo Autunno piovoso e temperature invernali fredde ma non rigide hanno posto solide basi per la bella vendemmia 2006. Le vigne sono andate in riposo con i terreni ben saturi d'acqua. Dopo un inverno piovoso, la primavera è stata particolarmente fresca e asciutta. Un'estate mite ha permesso una maturazione ottimale delle uve sia bianche che rosse. Per quanto attiene alla qualità delle uve, la vendemmia 2006 è stata eccellente.
  • C'eravamo salutati con un autunno 2006 chiuso con delle buone piogge ottobrine che avevano ben preparato la vite al riposo autunnale ed invernale. E' seguito un inverno relativamente mite, caratterizzato da temperature mai troppo basse e piovosità inferiore alla media. Un andamento climatico in linea con quanto avveniva nel resto d'Italia, con la differenza che nella nostra regione gli inverni miti sono la norma.
  • Eccellente in particolare il grecanico, ma non sono da meno le varietà precoci di importazione quali chardonnay e viogner. Il fiano è infine alle sue massime punte di qualità , con una vendemmia paragonabile a quella del 2001.
  • Le temperature sono aumentate sensibilmente dopo il 20 agosto, mantenendo però il buon livello di umidità ed evitando la disidratazione e la concentrazione del frutto. La raccolta del grecanico si è conclusa gli ultimi giorni di settembre.
  • 2010 una vendemmia da 10? Presto per dirlo ma sicuramente una super vendemmia.
  • Le temperature sono rimaste nella media, e ciò che è più importante, senza picchi di caldo. Settembre ed ottobre sono stati miti, qualche pioggia finale ha completato alla perfezione la della vendemmia. Menfi e Sambuca: la vendemmia è iniziata in leggero anticipo rispetto alle ultime cinque. Annotiamo un calo produttivo significativo nei bianchi, ma una qualità ottima, soprattutto nel Grecanico.
  • La vendemmia si è conclusa il 12 ottobre in anticipo rispetto al consueto. In generale: le uve sono straordinariamente sane, ciò dovuto alla mancanza di precipitazioni a ridosso della raccolta; la quantità aumenta di un 10 % rispetto alla vendemmia 2011 che ricordiamo particolarmente povera e quindi al di sotto del 5% rispetto alla media.
  • Lunga, intensa, con momenti facili e difficili. Alla fine bella e, per alcuni territori, straordinaria. Il clima è stato molto favorevole, anche se diverso secondo le zone della Sicilia.
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Epoca di vendemmia

5

settembre

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Vinificazione

Dopo diraspapigiatura e pressatura soffice, il mosto decanta a bassa temperatura, quindi viene inoculato sul limpido con lieviti selezionati, fermenta a 15 °C, a fine fermentazione affina sulle fecce fini per 6 mesi in vasca di acciaio dove un bâtonneur tiene le feccie in sospensione

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Gradazione alcolica

13,5%vol.

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Capacità di invecchiamento

Da bere subito o da invecchiare sino a 4-5 anni; il Grecanico sorprende nella sua capacità di evoluzione

Note organolettiche
  • Occhi
  • Naso
  • Bocca
Il colore giallo paglierino trasparente fa presagire un vino lieve e scorrevole.
Il matrimonio confermato con Grillo e Sauvignon dona un naso ricco di profumi di cedro, pesca, frutti tropicali e fiori gialli, come la ginestra. In bocca è vibrante, ma cremoso e setoso con note di melone bianco.
Ma l'abito in questo caso è una mimetica che, il Grecanico mette per nascondere la forza ed il carattere poliedrico di questo bianco.
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Abbinamenti
Il contrasto tra sapidità e dolcezza gli conferisce una forza gastronomica che lo rende adatto anche agli abbinamenti di piatti semplici come un’insalata di mare tiepida che piatti più complessi come un piatto asiatico speziato in salsa agrodolce. Servire a 10 °C.
Con la Cucina di Casa Planeta
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Sarde a chiappa

INGREDIENTI

Per 6-8 persone

1 kg di sarde

120 g di pangrattato

100 g di Pecorino Siciliano Dop

5 acciughe

10 capperi dissalati

1 limone

1 mazzetto

di prezzemolo

alloro

noce moscata

olio extravergine d’oliva sale

pepe

 

DIFFICOLTÀ 2/5 | TEMPO 40 minuti

Pulite le sarde, eliminate la testa e la lisca, lavatele e mettetele ad asciugare aperte su carta assorbente. In una padella tostate il pangrattato con un filo d’olio. Appena il pangrattato comincia a imbiondire, toglietelo dal fuoco e mettetelo in una terrina mescolando con i filetti d’acciuga diliscati e tritati finemente, il Pecorino, la scorza di mezzo limone grattugiata, il prezzemolo, i capperi tritati e la noce moscata, il sale e il pepe. Amalgamate la farcia e con un cucchiaino mettetene un po’ su ogni sarda aperta. Prendete un’altra sarda e chiudete, come fosse un panino. Disponete le sarde in verticale in una teglia unta d’olio e separandole con le foglie di alloro. Cuocete in forno per 20 minuti a 180 °C e servite ben calde.

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