Vittoria

La terra rossa del Cerasuolo

La nostra seconda tappa, dal 2001

Raccogliamo l’eredità di una lunga storia vinicola, nel territorio che oggi esprime la prima e finora unica denominazione Docg siciliana: l’antico, affascinante e inconfondibile Cerasuolo di Vittoria.

Sulle sponde del fiume Dirillo, leggendario approdo del valoroso Enea, le prime vigne furono piantate dai Greci e poi dei Siracusani, che qui fondarono la grande colonia di Camarina. Il parco archeologico che ne è testimone, custodisce le loro preziose anfore vinarie, restituite dai fondali del Mediterraneo.

Anche la nascita della città di Vittoria - a due passi dalla magnificenza dei centri storici barocchi di Ragusa Ibla, Modica, Scicli - si intreccia con la tradizione del Cerasuolo: la contessa Vittoria Colonna Henriquez, che la fondò, regalò un ettaro di terra a tutti coloro che ne coltivassero un altro a vigneto.

Nel cuore di questa zona, la nostra famiglia porta avanti da sempre imprese agricole d’avanguardia.

VITTORIA NOTO MENFI CAPPARRINA ETNA CAPO MILAZZO
Un paese a cui la colomba diede in prestito il suo collare, e il pavone rivestì dal manto delle sue penne. Par che quei papaveri sian vino e i piazzali delle case siano i bicchieri.
Ibn Hamdis
Dorilli

Dorilli

Vittoria è uno dei luoghi da sempre vicini alla storia e alla lunga tradizione agricola della nostra famiglia: già i nostri nonni litigavano per stabilire se i vini si facessero meglio qui o a Menfi. Del Cerasuolo di Vittoria abbiamo imparato a riconoscere il profumo sin da ragazzi, così ci è stato naturale attraversare la costa meridionale dell’Isola per venire a produrlo qui, nella sua grande patria. La tenuta di Dorilli è nata dalla ristrutturazione del grande casale che sorgeva nel cuore di un antico feudo: abbiamo ripiantato le vigne, che non esistevano più da tempo, abbiamo recuperato la cantina e le ampie sale che oggi riserviamo all’ospitalità. Con la sua tipica impronta Liberty, l’intera tenuta esprime il fascino di una grande eleganza insieme all’atmosfera inconfondibile delle antiche dimore di campagna.
Dorilli

Ambiente

La caratteristica principale di queste terre è la tessitura delle sabbie rosse: ne deriva lo stesso nome del Cerasuolo, che evoca la “cerasa”, la ciliegia in siciliano. Qui, tra l’altopiano e il mare, dove d’estate le temperature arrivano ad essere molto alte e la piovosità molto bassa, i vigneti si intrecciano all’ ecosistema della macchia mediterranea.

I suoli, per circa un metro, sono costituiti prevalentemente dalle sabbie rosse che si sono originate dai terrazzi marini. Più in fondo si trova un profondo strato di tufo ricco di calcare, importante per l’equilibrio idrico della vite.

67/90 metri slm

96 mm

Vigneti

1997 - 17 ettari

I vigneti di Dorilli e Mogli, interamente coltivati a Nero d'Avola e Frappato, si estendono per 34 ettari su quelle terre rosse di sabbia fine e leggera, che così inconfondibilmente marcano con i profili aromatici del Cerasuolo.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 4.500 piante per ettaro

Seguendo il rigido disciplinare della Docg, che richiede un apporto di Nero d’Avola pari almeno al 50%, gli abbiamo riservato gran parte dei vigneti di Dorilli e Mogli. E queste terre così particolari gli conferiscono caratteristiche uniche, grazie a cui conferisce un apporto di grande struttura al blend che compone il Cerasuolo.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 4.500 piante per ettaro

Il Frappato è uno dei più rari, ma più esclusivi e interessanti vitigni siciliani, tipico del vittoriese e da sempre protagonista imprescindibile del blend che compone il Cerasuolo. Originario di questa zona, trova nelle sabbie rosse del vittoriese anche la sua migliore espressione.

Vigneti

1997 - 17 ettari

I vigneti di Dorilli e Mogli, interamente coltivati a Nero d'Avola e Frappato, si estendono per 34 ettari su quelle terre rosse di sabbia fine e leggera, che così inconfondibilmente marcano con i profili aromatici del Cerasuolo.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 4,500 piante per ettaro

Seguendo il rigido disciplinare della Docg, che richiede un apporto di Nero d’Avola pari almeno al 50%, gli abbiamo riservato gran parte dei vigneti di Dorilli e Mogli. E queste terre così particolari gli conferiscono caratteristiche uniche, grazie a cui conferisce un apporto di grande struttura al blend che compone il Cerasuolo.

Sistema di allevamento controspalliera, cordone speronato

Densità di impianto: 4,500 piante per ettaro

Il Frappato è uno dei più rari, ma più esclusivi e interessanti vitigni siciliani, tipico del vittoriese e da sempre protagonista imprescindibile del blend che compone il Cerasuolo. Originario di questa zona, trova nelle sabbie rosse del vittoriese anche la sua migliore espressione.

La Cantina di Dorilli

Nel rispetto dell’identità storica della tenuta, abbiamo ristrutturato la cantina – da sempre cuore pulsante delle attività del feudo e del casale - mantenendone il profilo architettonico risalente ai primi del ‘900.

Del nucleo originario abbiamo conservato le vasche in cemento, che in parte abbiamo rivestito in acciaio, riutilizzandole al servizio del nostro ciclo di produzione. Il resto della cantina ospita le vasche nuove e i tonneau in cui affiniamo il Cerasuolo di Vittoria Classico Dorilli.

Una delle antiche vasche l’abbiamo trasformata nel nostro piccolo wine shop, mantenendo le bottiglie di tutte le annate a temperatura controllata.

Intatte sono anche le suggestive e divertenti iscrizioni sulle pareti, che pare si possano far risalire agli anni ’30.

Tasting Planeta

I vini di Dorilli sono tre singolari declinazioni di questo territorio dall’identità forte e riconoscibile, dove abbiamo lavorato con gli altri produttori in un rapporto di grande sinergia affinché il Cerasuolo di Vittoria ottenesse la denominazione Docg, finora la prima e unica in Sicilia. Oggi produciamo qui un Frappato in purezza, per esplorare fino in fondo le potenzialità di questo vitigno autoctono, e poi un Cerasuolo di Vittoria e un Cerasuolo di Vittoria Classico, che differiscono tra loro per la composizione del blend e per il processo di vinificazione.
Scopri le loro caratteristiche come in un vero percorso di degustazione.
Dorilli
Cerasuolo di Vittoria Classico D.O.C.G.
70% Nero d’Avola 30% Frappato

Il Cerasuolo di Vittoria Classico Dorilli rappresenta per noi la quintessenza di questo antico e nobile vino. Nasce da un’attenta …

Scheda vino
Cerasuolo di Vittoria
Cerasuolo di Vittoria D.O.C.G.
60% Nero d’Avola 40% Frappato

Dalle campagne di Dorilli, tra il mare e i monti Iblei, conosciuti come luogo di eccellenza del food in …

Scheda vino
Frappato
Vittoria D.O.C.
100% Frappato

Rara ed esclusiva varietà coltivata in poche decine di ettari, si esprime al meglio nelle sabbie rosse di Vittoria, non …

Scheda vino
risotto-al-cerasuolo
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Risotto al Cerasuolo
Risotto al Cerasuolo

Ingredienti per 4-6 persone

400 g di riso Carnaroli

1 litro di Cerasuolo di Vittoria

2 cipolle di Giarratana (300 g)

1 carota

1 costa di sedano

150 g di Parmigiano Reggiano Dop

1 chiodo di garofano

2 foglie di alloro

1 rametto di rosmarino

50 g di burro

olio extravergine d’oliva

sale

pepe nero in grani

 

Difficoltà 2/5 | 40 minuti

In un tegame scaldate il vino con un pizzico di sale, la carota, il sedano e il chiodo di garofano. Lasciate sobbollire per 20 minuti. Tagliate una cipolla a fettine sottilissime e fatela appassire, a fuoco dolcissimo, in una casseruola con un filo d’olio, l’alloro e il rosmarino. Quando la cipolla comincia a prendere colore, togliete l’alloro e il rosmarino, unite il riso, fatelo tostare, mescolandolo per qualche minuto quindi, quando è lucido e comincia a sfrigolare, bagnatelo con un bicchiere di vino. Quando si sarà asciugato, iniziate a versare un mestolino di vino caldo filtrato. Mescolate per qualche minuto fino a quando il vino non è ben assorbito. A 2/3 della cottura, togliete il riso dal fuoco ancora un po’ al dente, mantecatelo con il burro e con il formaggio grattugiato e completate con una macinata di pepe nero. Servitelo caldissimo.

arancine-di-riso-carne
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Arancine di riso ripiene di carne
Arancine di riso ripiene di carne

Per il riso

500 g di riso Carnaroli

1 litro d’acqua

125 g di burro

35 g di cipolla

1 costa di sedano

1 carota

5 g di zafferano

50 g di Grana Padano Dop

sale

 

Per il ripieno

600 g di polpa di manzo a cubetti

500 ml di salsa di pomodoro

1 kg di cipolla

200 g di concentrato di pomodoro

100 ml di vino vecchio

100 g di piselli

300 g di Primosale

150 ml di olio extravergine d’oliva

cannella macinata

sale

pepe

 

Per impanare

farina 00

2 uova sbattute

200 g di pangrattato

 

Difficoltà 4/5 | 2 ore

In una pentola capiente, portate a ebollizione l’acqua con il sale e la cipolla, il sedano e la carota. Abbassate il fuoco e cuocete a fiamma bassa per almeno 30 minuti. Una volta ottenuto un leggero brodo di verdura, filtratelo. Aggiungete lo zafferano, lasciate che il brodo si colori e unite il riso. Cuocete a fiamma medio-alta, fino a completo assorbimento del brodo: il riso sarà al dente. Versatelo in una teglia larga, aggiungete il burro e il Grana Padano grattugiato, amalgamate e fate raffreddare velocemente. Preparate il ripieno rosolando la carne nell’olio d’oliva e aggiungendo la cipolla tritata finissima. Sfumate con il vino e unite la salsa e il concentrato di pomodoro. Regolate di sale, pepe e cannella e lasciate cuocere a fuoco lentissimo. Quando la carne si sfalda con una forchetta, aggiungete i piselli precedentemente lessati e infine il Primosale tagliato a cubetti piccolissimi. Formate le arancine stendendo uno strato sottile di riso sul palmo della mano, leggermente bagnato. Mettete al centro del riso una piccola dose di ripieno e richiudete formando delle palline. È importante che il ripieno sia i due terzi del peso dell’arancina, mentre il riso un terzo. Inumidite esternamente le arancine con acqua, poi passatele delicatamente nella farina, nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. 
Friggetele in abbondante olio bollente, servitele calde.

trippa-finta
Con la Cucina di Casa Planeta
  • Trippa finta
Trippa finta

Eravamo piccoli e la guerra ci aveva portato via gran parte delle nostre fortune. La mamma, che non aveva mai cucinato visto che fino ad allora avevamo due cuochi a servizio, iniziò a darsi da fare. Mangiavamo solo verdura di campo e minestre. Poi un giorno arrivò in tavola una grande frittata che mangiammo con gusto. Scoprimmo dopo la guerra che quella era frittata di uova di rondine. La mamma aveva conservato le singole uova per settimane fino ad arrivare a un quantitativo di uova sufficiente per una frittata per tutti noi: 50. Le uova sono la carne dei periodi poveri.

Carolina Planeta

Ingredienti per 4 persone

4 uova

100 g di Parmigiano Reggiano Dop

100 g di Pecorino Siciliano Dop

250 g di polpa

di pomodoro

70 g di cipolla

50 g di farina

1/2 cucchiaio

di pangrattato

1/2 bicchiere di latte

40 g di prezzemolo basilico

olio extravergine d’oliva sale

pepe

 

Difficoltà 1/5 | 25 minuti

Sbattete le uova con i formaggi grattugiati. Tritate finemente il prezzemolo precedentemente lavato, conservando solo le foglie. Amalgamate il prezzemolo alle uova sbattute insieme alla farina setacciata, al pangrattato e al latte.
Mettete un goccio di olio in una padella antiaderente e asciugatela con cura con la carta assorbente. 
Colate l’impasto nella padella ben calda e preparate delle frittatine sottili. Fatene almeno cinque. Una volta cotte, lasciatele riposare e intiepidire. Nel frattempo brasate in un tegame la cipolla tritata con un po’ d’acqua. Quando sarà cotta e asciutta, aggiungete l’olio e, solo dopo che inizierà a sfrigolare, la salsa di pomodoro. Tagliate le frittate a strisce di circa 1 centimetro di altezza e ripassatele nella salsa di pomodoro. Appena calda, servite la “trippa finta” con abbondante Parmigiano Reggiano, pepe macinato, basilico fresco e un filo d’olio.

 

Ospitalità di Casa Planeta

Conosci la Sicilia attraverso i luoghi del vino Planeta

Vi aspettiamo per guidarvi nella passeggiata tra le vigne e farvi visitare la cantina dei primi del ‘900. L’accogliente salone delle selle, la cucina e la grande sala degustazione sono gli ambienti che dedichiamo alla degustazione dei vini, agli aperitivi, ai pranzi.

Ci fa piacere farvi assaggiare anche il pomodoro Kamarino, prodotto in una delle aziende di famiglia che ha sede a pochi chilometri dalla tenuta, e farvi sperimentare uno degli abbinamenti più tipici e curiosi a cui Frappato e Cerasuolo si prestano: quello con la pizza, che prepariamo in casa e cuociamo nel nostro forno a legna.

Abbiamo ristrutturato gli appartamenti della dimora storica, rispettandone lo stile e l’identità, per offrirvi l’esperienza di un soggiorno nella grande casa immersa tra le vigne, che è una vera e propria oasi di pace.

Grazie ai suoi ampi spazi interni ed esterni, Dorilli è il luogo ideale anche per ospitare piccoli e grandi eventi privati, che progettiamo insieme a voi, su misura delle vostre esigenze e del nostro gusto.

Scegli l'esperienza degustativa che fa per te